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Viaggio da incubo sul Budapest-Venezia

Un’operazione di soccorso ai viaggiatori del treno Euronight 240 proveniente da Budapest e diretto a Venezia, in ritardo di oltre 11 ore, è stata compiuta ieri pomeriggio da Trenitalia alla stazione di Villa Opicina. A tutti sono stati consegnati sacchetti con panini, crackers acqua e succhi di frutta. Un piccolo ristoro dopo un
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viaggio da incubo.
Il ritardo – secondo quanto si è appreso – è stato dovuto al maltempo che ha causato un’inondazione della sede ferroviaria nei pressi del lago Balaton, in Ungheria. Sono caduti anche alcuni alberi sulle rotaie. E il treno ha dovuto arrestare la marcia per poter consentire le operazioni di sgombero e di messa in sicurezza. Ma i passeggeri non hanno potuto mangiare nulla.
Il convoglio si sarebbe dovuto congiungere nelle prime ore di oggi a Zagabria, con altri treni provenienti da Bucarest e Belgrado, quindi passare il confine tra Slovenia e Italia e arrivare a Opicina attorno alle 4.30, per poi ripartire alle 5.16. Ma tutte le operazioni sono state pesantemente ritardate, e il treno ha fatto capolino alla stazione di confine solo intorno alle 16.
Nel frattempo, è partita l’operazione di ristoro dei circa 60 viaggiatori stremati dopo un viaggio ritardato di oltre 11 ore: dalla stazione centrale di Trieste sono partiti alcuni operatori con circa un centinaio di sacchetti con acqua e generi alimentari. Che sono stati consegnati ai viaggiatori ormai allo stremo. Rifocillati i passeggeri, il treno è finalmente ripartito alle 16.28 alla volta del capoluogo lagunare. L’odissea era finalmente finita. «Dovevamo farlo, perché erano veramente distrutti. Non potevano viaggiare in quelle conedizioni», ha dichiarato ieri un operatore di Trenitalia. Resta da capire il motivo per cui il convoglio con i sessanta viaggiatori non sia stato soccorso durante il tratto sloveno.
(il Piccolo)

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